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Mappe Urbane

Ogni città è una mappa di memorie, di percorsi visibili e invisibili.

Nel loro disegno si intrecciano storia, materia e tempo: strati che si sovrappongono come respiri, come impronte che non si cancellano.

 

Le mappe urbane non descrivono lo spazio, lo ascoltano.

Rivelano le energie sottili che abitano i luoghi, la trama segreta che unisce l’uomo alla città, il pensiero al paesaggio.


In queste opere la geografia si fa emozione: il segno diventa linguaggio interiore, il confine si apre, la forma diventa memoria.

Non è un racconto di vie o di architetture, ma una ricerca di equilibrio tra visibile e invisibile — tra ciò che resta e ciò che continua a trasformarsi.

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Pinus Capitolino

data. 2025

misure. 78 cm x 58 cm carta

tecnicaintrecci di carta, tannino di castagno, china verde e ricami

I pini, simbolo e identità estetica di Roma

Celebrati nei secoli dalla musica e dall’arte, essi  appartengono all’identità di Roma tanto quanto i suoi monumenti.

 

I pini, simbolo di rinascita

Già Ovidio nelle Metamorfosi narrava che per sfuggire alle brame incestuose di Agditis, Attis si lasciò morire dissanguato, e il suo corpo fu trasformato in pino, simbolo di rinascita.

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Ma i pini di Roma stanno scomparendo

perché attaccati da un terribile parassita, la Toumeyella Parvicornis (cocciniglia tartaruga), che ne succhia la linfa, bloccando la fotosintesi e portandoli in breve tempo alla morte.

Da anni assistiamo a questo triste mutamento nell’estetica della nostra città eterna...

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L'opera è realizzata con la tecnica originale brevettata dell'intreccio: due immagini identiche, una il negativo dell’altra, per unirsi e ricreare una sola grande immagine della nostra Roma che sta scomparendo, e che non vogliamo abbandonare.

​​​​​​Realizzata sulla riproduzione di una mappa antica di Roma del 1579, riproduzione del cartografo francesc Ètienne Dupérac.

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Genius Inter Ossa
  

data. 2025

misure. 127 cm x 104 cm

tecnicaintrecci di carta, tannino di castagno, china e china oro

Sulla mappa piegata della città eterna si distende un serpente monumentale, tracciato con la tecnica brevettata dell'intreccio, densa e pulsante.

Il titolo Genius Inter ossa nasce da una variazione sul classico Genius loci, lo “spirito del luogo” della tradizione romana.

Qui il genio non abita più la superficie, ma si muove tra le ossa della città, nel suo corpo sotterraneo fatto di pietra, memoria e tempo.

Il serpente che attraversa la mappa di Roma del 1823 rappresenta questo spirito fossile e vitale, un’energia antica che scorre sotto le fondamenta, custodendo ciò che resta del sacro.

L’opera trasforma la città in anatomia simbolica: il Tevere diventa colonna vertebrale, i colli ossa, le rovine nervature dorate.

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Il serpente prende vita da un un intreccio dinamico di due cromìe fondamentali: il marrone tannino di castagno, caldo e terroso, che rappresenta la memoria, le radici e la continuità delle tradizioni,

e il verde acceso, vibrante e vegetale, che affiora nei nodi del cammino come segno di rigenerazione.

Il marrone rappresenta la pelle profonda e rassicurante del Genius antico, il verde rappresenta il qui e ora: il Genius vitale che si manifesta e si trasforma nelle pieghe del tempo e dello spazio.

Genius Inter Ossa è un viaggio visivo nel corpo invisibile della città.

Il serpente non divide, ma unisce ciò che è emerso e ciò che giace nel profondo...

il Percorso del Serpente

 

  1. Gianicolo – Origine della visione
    Il serpente nasce nel respiro alto della collina, dove la città appare come un sogno che prende forma.

  2. Bocca della Verità – Voce e silenzio
    Scende verso il Tevere, dove la pietra parla e l’acqua custodisce la parola taciuta.

  3. Foro Romano / Campidoglio – Potere sacro.
    Attraversa il cuore fondativo della città, dove la storia e il rito diventano un unico respiro dorato.

  4. Esquilino / San Giovanni – Radici oscure.
    Si addentra nelle viscere della città, tra necropoli e memorie sepolte, per confrontarsi con l’ombra.

  5.  Oltre Porta San Giovanni – Rigenerazione.
    Esce dalle mura, si distende nella luce e rinasce, dorato, come spirito eterno del tempo.

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La mappa originale di Roma del 1823

si presentava così.

Il Genius nasce dal Gianicolo, si snoda e si intreccia attraversando i punti cruciali della storia di Roma.

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Pinus Pinea
  

data. 2025

misure. 134 cm x 94 cm (9 pannelli)

tecnicatannino di castagno, china verde; intrecci e ricami su carta

OPERA IN COLLEZIONE PRIVATA

I pini, simbolo e identità estetica di Roma

Celebrati nei secoli dalla musica e dall’arte, essi  appartengono all’identità di Roma tanto quanto i suoi monumenti.

 

I pini, simbolo di rinascita

Già Ovidio nelle Metamorfosi narrava che per sfuggire alle brame incestuose di Agditis, Attis si lasciò morire dissanguato, e il suo corpo fu trasformato in pino, simbolo di rinascita.

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Ma i pini di Roma stanno scomparendo

perché attaccati da un terribile parassita, la Toumeyella Parvicornis (cocciniglia tartaruga), che ne succhia la linfa, bloccando la fotosintesi e portandoli in breve tempo alla morte.

Da anni assistiamo a questo triste mutamento nell’estetica della nostra città eterna...

L’Opera è realizzata sulla riproduzione di una Mappa antica di Roma del 1579, riproduzione del cartografo francesc Ètienne Dupérac.

Il pino si fonde con l’essenza di Roma

Nasce dal Tevere e si espande nei suoi monumenti, nelle sue strade, nei suoi vicoli... nella sua bellezza.

L'opera è realizzata con la tecnica originale brevettata dell'intreccio: due immagini identiche, una il negativo dell’altra, per unirsi e ricreare una sola grande immagine della nostra Roma che sta scomparendo, e che non vogliamo abbandonare.

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“Tra mare e terra, un'esplosione di colori e profumi: la Puglia”
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data. 2025

misure. 76 cm x 116 cm carta

tecnicaChina su carta e dettagli oro

OPERA IN COLLEZIONE PRIVATA

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Mappa originale

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“A Milano non crescono i fiori”

data. 2025

misure. 60 cm x 60 cm carta

tecnicaChina oro e nero, tannino di castagno, Intrecciata e ricamata

OPERA IN COLLEZIONE PRIVATA

C’è un fiore che vive solo a Milano, una vera e propria specie vegetale endemica,

che cresce qui e in nessuna altra parte del mondo.

È lo IERACIO MILANESE, con piccoli fiori gialli che sbocciano tra giugno e settembre.

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Riproduzione di una delle carte nautiche artistiche di Emilio Delfino, con dettagli e particolari sui canali

dei navigli esistenti all’epoca e cerchia centrale

della città del 1988.

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“In quei prati che prati non sono

Sono finti e non hanno profumo

Sotto un cielo che cielo non è”

Così recita una famosa canzone di Gino Paoli.

In realtà Milano è un fiore, il fiore all’occhiello di un’Italia innovativa dinamica e sempre “operosa “.

Foglie applicate, ricamate e colorate con tannino di castagno

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Bee Milano

data. 2025

misure. 44 cm x 40 cm

tecnica. China oro e nera, Ricami in oro

La Base: Riproduzione di una delle carte nautiche artistiche di Emilio Delfino, con dettagli e particolari sui canali dei navigli esistenti all’epoca e cerchia centrale della città del 1988.

Dedica alla Milano operosa, indaffarata e sempre in crescita. Celebrata in più occasioni e in particolare dallo scultore svedese Claes Oldenburg e la moglie olandese Coosje van Bruggen, storica dell’arte.

Voluti fortemente dal celebre architetto Gae Aulenti che si occupò di risistemare tutta piazza Cadorna.

 

Milano come un grande alveare, in crescita e in continua evoluzione, in continuo fermento.

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“E poi la vita ci insegna che bisogna sempre volare in alto. Più in alto dell’invidia, più del dolore, della cattiveria…” Alda Merini.

 

Opera su commissione, 9 pannelli mappa urbanistica di Parigi fornita dal committente.

La richiesta specifica sia sul soggetto, le mongolfiere, che sulla scelta cromatica.

La decorazione é ispirata ai tessuti e i broccati, ricamati, antichi, soggetti floreali.

 

Interamente realizzato con chine e pennini. L’opera si trova a Parigi.

Mongolfiere a Parigi

data. 2024

misure. 150 cm x120 cm (9 pannelli)

tecnicaChina e Pennini

OPERA IN COLLEZIONE PRIVATA

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